Carlo Barbero - NOVALIA

Docenti Carlo Barbero

Incisore, pittore e docente di Tecniche dell'incisione calcografica


Carlo Barbero - NOVALIA

Carlo Barbero nasce a Torino nel 1958. Dopo gli studi presso la Facoltà di Architettura, si diploma all’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Francesco Franco e Vincenzo Gatti per l’incisione, e di Sergio Saroni per la pittura.

Percorso professionale e riconoscimenti

Da oltre quarant’anni affianca al lavoro di incisore e pittore un’intensa attività espositiva e didattica. Le sue opere sono presenti in collezioni permanenti e musei in Italia e all’estero – tra cui il Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce di Genova, il Gabinetto delle Stampe di Bagnacavallo, la Triennale Internazionale dell’Incisione di Cracovia e il Frederikshavn Kunstmuseum (Danimarca) – e ha partecipato a importanti rassegne come la Triennale Mondiale d’Estampes di Chamalières e la Biennale d’Illustrazione di Bratislava.

Da alcuni anni collabora con le Edizioni Calcografiche Atrabilis di Torino come stampatore d’arte.

La visione artistica e la pratica

Nel suo lavoro l’incisione è una pratica viva, non una tecnica del passato. Barbero la definisce «un atteggiamento più che una tecnica. È un modo sistemico di aspettare l’ombra giusta e l’ora giusta per poter incidere».

L’esercizio della grafica d’arte è un processo lungo e complesso: ogni fase è un intreccio di attesa e di ascolto, dove segno, luce e materia dialogano in un equilibrio di precisione e sensibilità.

A NOVALIA, Carlo Barbero insegna Tecniche dell’incisione calcografica con un approccio che unisce esperienza artigianale e consapevolezza progettuale.

Il laboratorio è un luogo di sperimentazione e confronto, in cui ogni studente viene seguito individualmente, nel rispetto dei suoi ritmi e della sua sensibilità.

Il percorso laboratoriale si articola in tre momenti fondamentali: disegno, preparazione della lastra e stampa al torchio.

Il suo insegnamento si fonda su un principio chiave: l’acquisizione di una metodologia di lavoro che àncora ogni fase esecutiva a una precisa strategia progettuale. «È come giocare a scacchi» dice: gli studenti devono imparare a vedere oltre l’immediato, perché ogni gesto sia consapevole della risposta della materia, evitando di vanificare gli sforzi delle fasi precedenti.

Da vero maestro di bottega, Barbero insegna ai suoi studenti segreti e trucchi del mestiere per correggere gli errori o trasformarli in potenzialità espressive.

Lo studio dei grandi maestri incisori è propedeutico all’acquisizione di competenze culturali e tecniche, ma non li incoraggia a copiare. Li stimola invece a ricercare la grammatica del proprio segno, scegliendo soggetti che li rappresentano e traducendoli, con le giuste proporzioni, in una visione contemporanea di un sapere antico.

Trova sorprendente come i ‘nativi digitali’, all’inizio scettici verso l’incisione, ne rimangano alla fine profondamente coinvolti, affascinati dal «repertorio di sensibilità e poesia» che la grafica d’arte manifesta ai loro occhi e alle loro mani.